WiMAX, l’ultima speranza è persa?

E’ andata così popolo del Digital Divide, siamo punto e a capo.

Per farvi capire cosa intendo vorrei suggerirvi la lettura di questo articolo che in poche righe racchiude il significato del titolo del nostro post.
Oceani digitali intitolato “Il WiMAX è morto”
Sono sempre stato un pessimista in più appartengo anche io al numeroso popolo del Digital Divide, di fronte alle ultime notizie sul WiMAX rimango ancora con le dita incrociate, sperando, anche se siamo già sulla via del decaduto UMTS, che le cose possano andare diversamente.

A proposito dell’assegnazione delle frequenze WiMAX

Approvateo il regolamento per l’assegnazione delle fequenza WiMAX che verranno distribuite con delle aste al rilancio per lotti formati su base geografica.

“il regolamento prevede l’attribuzione di 3 diritti d’uso per ciascuna area geografica pari ad almeno 2×21 MHz. Al fine di promuovere condizioni di effettiva concorrenza nella fornitura di accesso via radio, uno dei diritti d’uso sarà riservato agli operatori new comers che non dispongono di ulteriori risorse frequenziali che consentono la fornitura di servizi comparabili a quelli broadband wireless access”.

“Ciascuna area geografica dei primi due lotti di gara potrà essere formata da un minimo di due Regioni ad un massimo di 4”

“l’assegnazione delle frequenze avverrà sulla base di graduatorie distinte per ciascun diritto, basate sull’importo offerto anche attraverso un sistema di rilanci multipli. Il ministero definirà l’importo minimo d’asta per ciascuna area geografica e ciascun blocco di frequenze. Per tutti e tre i lotti sarà possibile presentare un’offerta per più aree geografiche fino alla dimensione nazionale”.

Non se ne parla più!

Per quanto mi riguarda, penso che la totale assenza di news in merito sia assolutamente voluta !
A giugno ci sarà la prima “gara” per l’assegnazione delle frequenze e – come al solito in Italia – i giochi sono già fatti, nella più assoluta mancanza di informazioni.
Nonostante siano nate iniziative (in Italia!) che chiedono la liberalizzazione di porzioni di frequenze e movimenti mondiali che inneggiano all’open spectrum, i ns. governanti continuano ad ignorare nella maniera più assoluta qualsiasi opinione diversa dallo scopo di “far cassa”, mostrando ancora una volta la più totale ignoranza, negligenza e meschinità nel trattare la cosa pubblica.
Temo che – solo quando arriverà il momento di farlo sapere ai “sudditi”, ben inteso; perché in tal modo veniamo trattati – assisteremo all’ennesima svendita di un bene prezioso con grandi fanfare da parte dei “nuovi” (ma dove ?) operatori commerciali; …che ancora una volta falseranno, sminuiranno, violenteranno la tecnologia e ce la propineranno unicamente come altro “canale” per i propri prodotti, assimilandone tutti i vantaggi (soprattutto economici),  decretando nuovamente l’ennesima occasione persa per scuotere il Paese dal medioevo tecnologico in cui versa, con il beneplacido di chi dovrebbe governare facendo gli interessi dei cittadini.
Quando sentirete parlare sui media di WiMAX, banda larga, digital-divide, innovazione da parte dei ns. governanti, ricordatevene.

Andrea Rodriguez,
promotore petizione www.wimaxlibero.org

Prendiamo una posizione

Cari Lettori

Abbiamo finora usato il blog per raccogliere le varie notizie prevenienti dal web relative al WiMAX, pescando articoli dalle maggiori testate giornalistiche del web, che voglio ringraziare.

E ora arrivato il momento di prendere una posizione, quindi con il vostro aiuto e con l’aiuto della web il blog verrà aggiornato con notizie proprie del nostro network (forum, blog) e con il vostro aiuto si spera.

Banda larga in Italia poco sviluppata, di chi è la colpa?

Dal blog di Panorama( Blog Panorama ) si legge:

“La banda larga non decolla in Italia: la utilizzano soltanto quattordici famiglie su cento, la metà della media europea. È il risultato di un’indagine Eurobarometro (file pdf) che prende in considerazione le principali tecnologie di diffusione, come adsl (con tariffa flat), dial-up e telefonia mobile”

“Inoltre la crescita delle connessioni veloci a internet è più lenta rispetto agli altri paesi dell’Unione europea: se in Italia i collegamenti broadband aumentano del due per cento l’anno, in Francia e Germania l’incremento è del 6 per cento. E, a differenza degli altri stati membri Ue, tra i nuclei familiari italiani prevalgono ancora le connessioni internet meno veloci.”Blog Panorama

Questa arretratezza, da come dicono le statistiche, è da imputare alla scarsa informatizazione e allo scarso interesse per il WEB appunto, ma un fattore da considerare primario per questi numeri è di sicuro la grossa percentuale di zone del territorio Italiano non coperto da linea veloci e ripetitori UMTS.

Quindi la colpa in buona parte è di chi gestisce le infrastrutture che regolano le connessioni e le reti, infatti è risaputo che siano prossime al tracollo, quanti utenti rimangono continuamente bloccati a causa di linea super intasate e mal gestite, non se ne contano. E si parla di poco sviluppo della banda larga, mi spiegate per piacere come io povero mortale oppure un di voi, potrebbe optare all’uso del modem analogico 56kbs in una zona non coperta da ADSL ne tantomeno dal HSDPA o normale UMTS?

E’ di sicuro questo un articolo molto retorico come c’è ne sono tanti on-line, lo scrivo nella speranza di vedere un giorno (inizi 2008) tutto questo cambiare, mi sto riferimento al WiMAX, ma come fare per garantirci la possibilità e la sicurezza di usare questa tecnologia in tutta la sua potenza, senza svuotare il nostro portafogli?

Benevento: convegno sul WiMax per vincere il digital divide

Il WiMax “tecnologia di frontiera in grado di consentire l’accesso a reti di telecomunicazioni a banda larga e senza fili”. Se ne discuterà in una tavola rotonda venerdì 11 maggio a Benevento alle ore 10,30, presso la sala delle lauree dell’Università del Sannio in Piazza Guerrazzi.

Il tema non è legato semplicemente all’aspetto tecnologico, in quanto a livello economico la progressiva perdita di competitività del nostro Paese viene attribuita da molte parti anche al calo degli investimenti in innovazione tecnologica anche nei settori tradizionali. Le aree interne, poi, sono oltremodo penalizzate dal punto di vista delle tecnologie di telecomunicazioni. Fattore di potenziale sviluppo se si colmasse il divario.

Una prima risposta al problema può trovarsi attraverso l’utilizzo di sistemi Wi-Fi e le prossime possibilità di impiego di tecnologie Wi-MAX. Telcnologie che sopperiscono all’oneroso costo del cablaggio fisico, in rame o fibra ottica, facendo uso di onde radio.
Con la tecnologia Wi-Fi sono già state collegate ad Internet intere città e vallate, tuttavia, presenta alcune limitazioni tecniche che ne impediscono l’uso su lunghe distanze e con bacini di utenza di dimensioni rilevanti. L’evoluzione del Wi-Fi nella direzione delle applicazioni su lunga distanza ed elevato bacino di utenza è il nuovo standard noto come Wi-MAX (Worldwide Interoperability for Microwave Accessche).

Nell’incontro dell’11 maggio – promosso dal Parco Scientifico e Tecnologico di Salerno e A.I.C., in collaborazione con l’Università del Sannio – verranno, discussi i risultati della sperimentazione sulla tecnologia Wi-MAX effettuata dalla Ericsson Telecomunicazioni S.p.A con dimostrazione, in loco, delle potenzialità della stessa.

Il convegno vedrà la partecipazione del rettore dell’Università degli Studi del Sannio, Filippo Bencardino, del sindaco del Comune di Benevento, Fausto Pepe, del presidente del Parco Scientifico e Tecnologico di Sa e A.I.C., Floriano Panza, del Presidente di RCOST (Centro di Eccellenza sulle Tecnologie del Software dell’Università degli Studi del Sannio) Aniello Cimitile. Saranno inoltre presenti gli ingegneri Nello Califano e Francesco Vallone per la Ericsson Telecomunicazioni S.p.A., Claudio Mirra e Paolo Basiaco di Campania Com srl, e Tommaso Aniello di Maxfon Campania S.r.l .

By: Il Quaderno.it