L’Italia avrà digital divide almeno fino al 2013

L’attesa degli italiani per l’annullamento del digital divide verrà protratta almeno fino al 2013. E’ emerso dall’ultimo intervento sull’argomento del Ministro Paolo Romani, autore del noto Piano per la Banda Larga che avrebbe dovuto azzerare il divario digitale entro il prossimo anno.  L’amara constatazione nasce dalla notizia dello stanziamento  di 100 milioni di euro per la banda larga concordato tra Romani ed il Ministro all’Economia, Giulio Tremonti.

I conti presentati nel 2009, insieme al Piano banda larga, prevedevano infatti un investimento pari a 1.471 milioni di euro per poter garantire, entro il 2012 appunto, l’annullamento del divario tecnologico e la fornitura di servizi banda larga da 2 a 20 Mb per ogni cittadino italiano.

Tenendo presenti i soli dati forniti dal Ministro Romani allora, quindi, e considerando la fine degli 800 milioni di euro di finanziamento attesi per tutto il 2010 e mai arrivati, è più che ipotizzabile che lo stanziamento attuale non possa in alcun modo essere sufficiente per risolvere l’annoso problema.

I fatti di cui scriviamo spesso, pertanto, sottolineano in modo più chiaro la realtà italiana che vede quasi esclusivamente gli operatori wireless davvero attivi nella lotta al digital divide portando connettività in zone difficili da raggiungere o inserite nell’elenco di quelle aree tristemente definite, dai tradizionali operatori, a fallimento di mercato.

Lo fanno, quasi sempre, potendo contare solo sulle loro forze. Su investimenti privati, nel caso del WiMAX anche molto onerosi (vedi acquisizione licenza d’uso delle frequenze), e senza supporto da parte dello Stato che, dall’altro lato, ha raccolto molti fondi proprio dall’asta ministeriale.

La banda larga wireless, quindi, è l’unica che sta fronteggiando il digital divide italiano e può farlo grazie alla natura della stessa che prevede costi di realizzazione delle infrastrutture molto ridotti rispetto alle tradizionali reti cablate. Nel caso del WiMAX la soluzione, poi, non è affatto un tampone in quanto, velocemente e  con spese minime, si hanno risultati del tutto simili a quelli raggiunti con normali linee ADSL e ben oltre i 2 Mb promessi a tutti i cittadini. 

Il Ministro Paolo Romani

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