WiFi libero, c’è il Disegno di Legge

Che fine ha fatto l’abrogazione, se pur parziale, dell’articolo 7 del Decreto Pisanu? Dalle “pieghe” del sito del Senato della Repubblica è appena affiorato il testo di un disegno di legge del Governo attraverso il quale, tra l’altro, si propone proprio l’abrogazione dell’art. 7 del Decreto Pisanu, ovvero dell’intera disposizione che attualmente impone ai gestori di esercizi pubblici di identificare, a mezzo documento di identità, i propri clienti ai quali pongono a disposizione risorse di connettività WiFI.

Prosegue, quindi, il cammino iniziato dal Governo circa un mese fa a favore della liberta di internet. Allora si era passati dall’ipotesi di una totale abolizione delle restrizioni al WiFi nel nostro paese per poi sostenere una soluzione intermedia, tipo l’autenticazione via sms, che prevedesse l’abolizione generale delle più pesanti limitazioni d’uso del WiFi libero salvo in alcuni casi  in cui vi erano necessità di Pubblica Sicurezza.

E’ vero che si tratta, naturalmente, “solo” di un disegno di legge che, ben difficilmente, potrà completare il proprio iter prima della fine dell’anno ma, non c’è dubbio, che il Ministro Maroni un seguito alle sue parole lo abbia dato.

Peraltro, l’art. 3 del disegno di legge, si limita a prevedere l’abrogazione dell’art. 7 senza neppure far riferimento – così come inizialmente ipotizzato dallo stesso Ministro – alle forme di identificazione “light”.

Le limitazioni al WiFi libero, che fanno parte del Decreto Pisanu, erano state approvate in seguito ai fatti terroristici che, nel 2005, hanno interessato la metropolitana di Londra. Prevedono l’obbligo per tutti gli organi, sia pubblici che privati, di registrazione anagrafica degli utenti fruitori della connessione messa a disposizione. Con l’ulteriore onere di archiviazione nel tempo del traffico sostenuto dai suddetti utenti.

Gli scenari possibili, collegati all’abrogazione di tali restrizioni, sono molteplici: connessioni pubbliche, hotspot wireless, internet nei parchi e nelle grandi piazze, banda larga a sostegno dei grandi avvenimenti, soluzioni per la Sicurezza, per la sanità e per il turismo da offrire su reti wireless, predisposte ad hoc dalla P.A.,  per l’erogazione di servizi ai cittadini. Vantaggi che potrebbero favorire lo sviluppo della banda larga e dell’economia del nostro Paese. Miglioramenti anche per i privati. Bar, ristoranti, aeroporti, alberghi, librerie potranno aggiungere la connettività internet ai benefit offerti dalla propria struttura. Via libera alla creatività ed alle offerte che arriveranno direttamente tra le mani dei clienti attraverso i sempre più diffusi smartphone, notebook e tablet dotati, nella maggior parte dei casi, di moduli per connessione WiFi.

Ovviamente i vantaggi saranno massimi anche per gli operatori 4G WiMax, il wireless di ultima generazione. In poco tempo, infatti, e con costi limitati gli operatori WiMax italiani potranno abilitare intere aree, anche storicamente vittime di digital divide, con hotspot WiFi liberi ed accessibili a tutti. Con piccoli costi a carico della Pubblica Amministrazione, magari, o delle aziende che vorranno offrire maggiori benefici ai propri dipendenti o ai propri clienti.

Sembra che le acque si stiano muovendo ma è necessario non perdere altro tempo in un paese che già paga un gap tecnologico non indifferente probabilmente anche a causa di una malsana gestione politica in merito ad argomenti, come tecnologia, banda larga, servizi internet e digital divide, spesso indigesti o del tutto sconosciuti.

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