Maravedis: Nove milioni di utenti WiMax nel secondo trimestre del 2010

Quasi 2 milioni di utenti hanno scelto tecnologia di banda larga wireless nel secondo trimestre del 2010 ed almeno altrettanti lo faranno nel terzo trimestre. Questi i dati che emergono dall’ultimo  rapporto rilasciato da Maravedis, una società di analisi rivolta allo studio dei mercati 4G e relativi al mondo del wireless.

Con oltre 600 installazioni WiMax in 149 paesi, più di 200 dispositivi e 60 Base Station certificate l’industria mondiale WiMax rappresenta al momento oltre 9 milioni di utenti in tutto il mondo. Le migliori previsioni prevedono un implemento totale che potrebbe raggiungere anche i 13 milioni entro la fine del 2010.

Il WiMax si sta affermando come una valida alternativa nel panorama delle connessioni alla banda larga che prescinde dallo sviluppo di altre tecnologie 4G come LTE. Tanto che molti produttori stanno pensando di adottare entrambe le soluzioni per i loro dispostivi offrendo cosi un livello di connettività assoluto verso le due direzioni che alimenteranno internet nel prossimo futuro.

Una decisione che bene si allinea con le sempre maggiori esigenze di velocità e capacità nel traffico dei dati di tutti gli operatori mobili. L’esplosiva diffusione di smartphone, tablet, notebook e netbook ha aumentato significativamente (+68% nel primo semestre del 2010) il traffico dati mobile generato attraverso le molte applicazioni multimediali ed il video streaming.

Di seguito un riepilogo dei risultati dell’ultimo trimestre estratto dal rapporto di Maravedis:

  •  Il valore ARPU (ricavi medi per utente) WiMax generato dagli operatori durante il secondo trimestre in tutte le regioni è stato di circa 40 dollari (nel mercato residenziale) e circa 112 dollari (nel commerciale);
  • I ricavi totale della banda larga wireless e WiMax nel primo semestre del 2010 ammontano a 1,92 miliardi di dollari rispetto agli 1,34 miliardi dello stesso periodo del 2009.
  • I modem indoor hanno la quota di mercato più grande con oltre 4,2 milioni di unità (57%) seguiti dalle chiavette USB con oltre 1,5 milioni di unità e dalle schede PCMCIA, oltre 550.000.

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