Banda larga: problemi attuali e prospettive future

Mentre si discute di net neutrality e di reti di nuova generazione, in italia 7,5 milioni di persone navigano ancora a “banda stretta” senza adsl o con l’incubo “net cap” per le reti mobili. Il WiMax, offrendo banda larga wireless, potrebbe essere l’unica risposta possibile in tempi brevi.

 Circolavano già da mesi diverse indiscrezioni su un possibile accordo tra Google e Verizon sul futuro della rete e in pieno agosto arriva la conferma che tra i due colossi americani c’è una visione comune in tema di net neutrality.

Secondo il principio di neutralità i contenuti dovrebbero viaggiare sul web senza discriminazioni e senza assegnare priorità diverse a seconda delle modalità di trasmissione o della tipologia di dati scaricati. Google e Verizon, nel loro documento congiunto, difendono la “sacralità” della net neutrality ma solo se limitata alla rete fissa.

La diversa natura della rete wireless, secondo i due colossi americani, le conferirebbe uno status particolare escludendola dai vincoli di un simile principio, prevedendo la possibilità di offrire servizi online diversificati e delineando un sistema di connessione “a due velocità”. In un simile modello duale la rete fissa si configurerebbe come “zona franca”, protetta dal principio di neutralità, mentre la rete mobile, che negli ultimi anni è cresciuta in maniera continua, rappresenterebbe la nuova frontiera per gli operatori che controllano e gestiscono il traffico web, permettendo la nascita e l’offerta di nuove tipologie di servizi. 

Quella di Google e Verizon è al momento solo una proposta per la definizione di un nuovo quadro programmatico di regole e principi che la Federal Communications Commission  americana ha intenzione di mettere a punto. Simili dichiarazioni sono bastate però a scatenare la consueta contrapposizione tra “apocalittici” e “integrati”: da un lato, chi vede nelle proposte di Google un attacco ai principi di libertà e democraticità della rete in nome di interessi economici e commerciali; dall’altro, gli operatori che lamentano come lo sviluppo nell’uso di internet e l’aumento esponenziale degli smartphone sovraccarichino la rete anche a causa della trasmissione di contenuti sempre più “pesanti”.

In Italia, intanto si discute di Next Generation Network (NGN) e si consuma lo scontro tra Telecom e gli operatori alternativi sul documento proposto dall’apposito comitato istituito dall’Agcom. Insomma, ci si affanna a discutere della rete del futuro, si parla di “massimi sistemi”, di net neutrality  o di banda ultra larga a 100 Mbps, mentre ci sono ancora aree in profondo divario digitale dove non c’è copertura Adsl,  zone a cosiddetto  “fallimento di mercato” che solo in Italia contano comunque 7,5 milioni di utenti potenziali “scollegati” dalla rete.

 In tal senso parlare di minaccia alla libertà di internet in nome della net neutrality può apparire come un tabù non privo di retorica, soprattutto se si considera la realtà del mercato attuale e i pesanti limiti infrastrutturali che lo condizionano.

“Già oggi”, commenta il sociologo Luca Ricolfi, “internet non è né gratuita, né democratica, e tantomeno libera” e le pratiche di discriminazioni fra pacchetti e di traffic management sono già una realtà, soprattutto per quanto riguarda la rete mobile.  È  indubbio che le reti cellulari coprono più capillarmente il territorio italiano e offrono possibilità di connessione anche in aree non coperte dall’Adsl. 

Tuttavia, i limiti strutturali delle attuali reti 3G sono sotto gli occhi di tutti al punto che Corrado Calabrò, presidente dell’Agcom, ha recentemente lanciato l’allarme sul rischio collasso. I principali operatori mobili italiani sono già corsi ai ripari introducendo restrizioni al peer to peer e al Voip o imponendo il “net cap”, ovvero limitazioni temporanee alla velocità di connessione. Cosa significa tutto questo per gli utenti che navigano su reti 3G? Connessioni di serie B con prestazioni ridotte e servizi standard: solo e-mail  e qualche news. Altro che web 2.0!

Per molti il vero futuro, quello prossimo e a portata di utente, risiede nella banda larga wireless. Nel nostro paese il WiMax è già una realtà e sta consentendo di raggiungere aree fino ad ora non coperte dalla banda larga fissa, ma le potenzialità di questa tecnologia non si fermano qui, è infatti partita con successo la sperimentazione del WiMax in mobilità che dovrebbe poter sopperire ai limiti delle attuali reti 3G italiane offrendo banda larga wireless tramite chiavette Usb.

Si parlerà ancora a lungo della rete del futuro, dei principi e delle regole che dovranno governarla. Ci saranno, probabilmente, altre consultazioni sulla net neutrality e nuovi tavoli tecnici sulle NGN e ci si scontrerà ancora in nome della libertà e della democraticità della rete, ma non dimentichiamoci che la sfida più urgente riguarda l’eliminazione del digital divide e la necessità di offrire una connessione a banda larga ai tanti utenti attualmente esclusi da questo servizio.

5 Comments

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.