Connettività e turismo al centro del dibattito. Il WiMax contro il digital divide in Valchiavenna

Gli operatori turistici lamentano la mancanza di connettività in Valchiavenna ed indicano questo stato di digital divide del territorio come un penalizzante handicap per il turismo locale. Il WiMax è la strada più veloce ed economica per risolvere il problema e Stefano Besseghini, Amministratore Delegato di Politec (Polo dell’Innovazione della Valtellina), lo ha ribadito sulle pagine del quotidiano on line www.vaol.it, punto di riferimento di informazione per le aree della Valtellina e Valchiavenna.

Politec, infatti, già nel 2008 ha siglato un accordo con Retelit per la realizzazione di una infrastruttura WiMax nella provincia di Sondrio. Una rete che oggi esiste e si estende da Delebio a Poggiridenti garantendo connettività a molti residenti.

Riportiamo di seguito le parole  di Stefano Besseghini tratte dall’intervista.

WiMAX è veramente una tecnologia in grado di fornire risposte alle esigenze di connettività di territori come quelli della Valtellina e della Valchiavenna?

«È un paradigma di cui siamo profondamente convinti in Politec da quando, nel Marzo del 2008, siglammo l’accordo con Retelit per portare il WiMAX in Provincia di Sondrio. In seguito a tale accordo, realizzammo in pochi mesi una infrastruttura che ora si estende da Delebio a Poggiridenti, garantendo connettività a diverse centinaia di utenti. La realizzazione di tale rete ha coinvolto solo aziende locali nella implementazione del progetto e portato la Provincia di Sondrio ad essere uno dei primi territori in Italia infrastrutturati con questa tecnologia. Credo che sia riconosciuto da tutti che la tecnologia WiMAX è quella in grado di sfruttare al meglio il sistema radio per trasportare dati e assicurare connessioni a banda larga a costi contenuti. Come se non bastasse, la facilità di istallazione, l’assenza di infrastrutture per l’accesso alla rete e la possibilità di creare profili personalizzati sono vantaggi che fanno del WiMAX la tecnologia su cui puntare».

Perché è così importante garantire connettività a un territorio?

«Credo che sia ormai universalmente riconosciuta la capacità di incidere sulla competitività di un territorio che un’efficace connessione alla rete è in grado di garantire. È particolarmente sintomatico che sia il settore turistico quello che per primo ha evidenza del gap di opportunità che la mancanza di connettività può determinare. Questo perché si tratta di un settore che per sua stessa natura è destinatario delle richieste di una popolazione eterogenea che spesso proviene da territori dove la disponibilità di connessione è ormai un dato quotidiano; tanto da apparire naturale richiedere che anche nei periodi di relax questo servizio sia disponibile. Al di là di qualche fascinazione meditativa sarebbe come immaginare di scegliere come destinazione delle proprie vacanze zone ove non sia disponibile la corrente elettrica. Come a volte si ricorda, la connettività a internet è la corrente elettrica del XXI secolo. Quella fu la sfida del XX questa è la nostra».

Quindi dare connettività a un territorio è un problema di tecnologia?

«Certamente la scelta della tecnologia ha una sua importanza, ma il digital divide non è solo una questione tecnologica. Le tecnologie che permettono di superarlo esistono e sono numerose. Piuttosto il digital divide vive di un intrinseco paradosso. I territori afflitti da digital divide sono quelli tradizionalmente meno dinamici dal punto di vista economico e caratterizzati da una bassa densità di popolazione. Quindi, proprio i territori che risultano meno appetibili dal punto di vista economico per garantire all’operatore privato un ragionevole ritorno dell’investimento necessario alla realizzazione dell’intervento. D’altra parte sarebbero i territori che più potrebbero beneficiare di tale intervento per la capacità di accelerazione universalmente riconosciuta alla disponibilità di connettività. Risulta allora ancora più importante la capacità di intervento di strutture (come Politec) che siano in grado di esprimere le potenzialità dei territori che sfuggono ai grossi operatori. E’, in fondo, quello che stiamo cercando di realizzare con il progetto WiMAX. Gli operatori non sarebbero venuti in Provincia di Sondrio in via prioritaria come invece hanno fatto grazie alla mediazione di Politec. Ora stiamo lavorando (e in questo senso va l’iniziativa con la comunità Montana Valchiavenna) per far sì che un’alleanza con il territorio ci permetta di estendere e completare la copertura. Non è un progetto facile perché richiede di trovare il giusto equilibrio tra diverse necessità e la sostenibilità economica complessiva, le risposte cominciano comunque a esserci e contiamo entro la fine dell’anno di espandere significativamente la copertura».

Recentemente, sia a livello nazionale che regionale si è sentito parlare di banda larga. Qual’è la situazione e cosa sta facendo Politec?

«E’ vero. Vi è giustamente molto interesse sul tema a partire dal piano Caio in poi. Purtroppo, a livello nazionale pare che il tema sia un po’ in affanno. In Lombardia, invece, si è chiuso all’inizio di Agosto un importante bando per l’assegnazione di consistenti fondi (circa 40 milioni di euro) a grossi operatori per il superamento del digital divide in un gran numero di comuni lombardi. Nella lista figurano anche diversi comuni della Provincia di Sondrio che vedranno potenziate le proprie centraline telefoniche. È un progetto in cui siamo stati coinvolti e che seguiamo con attenzione. Vi è poi un ambiziosissimo piano di “fiber to home” promosso dalla Regione che avrebbe il pregio di portare la banda pressoché infinita della fibra ottica in ogni casa. Uso il condizionale perché il nostro territorio sarà inevitabilmente interessato solo marginalmente dal progetto, almeno nella sua prima fase esecutiva, in osservanza al paradosso di cui dicevo poc’anzi. Anche in questo caso Politec si è attivato mettendosi a disposizione come facilitatore di iniziative che tendano a favorire la partecipazione prioritaria della Provincia di Sondrio a queste iniziative di infrastrutturazione».

Stefano Besseghini, A.D. di Politec

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