Wimax, vittoria dei piccoli.

I grandi operatori sono rimasti fuori dall’asta per l’assegnazione delle licenze Wimax, in quanto, non rappresentando il Wireless il loro core business, non vi erano le premesse per un investimento che andasse oltre certi limiti.
Discorso diverso per i due operatori minori, Ariadsl e A.F.T., che si occupano esclusivamente di accesso radio a banda larga, e che insieme hanno speso oltre il 60% dell’ammontare complessivo dell’asta. “Siamo tra i pochi operatori che fanno solo questo di mestiere: la banda larga wireless. Siamo quindi nelle condizioni giuste per scommettervi: investiremo 200 milioni in 4-5 anni, per coprire l’80% della popolazione” spiega Davide Rota, Ad di A.F.T. “Gilo e gli investitori hanno fatto due conti; che in Italia c’è ancora tanto digital divide, che la quota di mercato di telecom nella banda larga è molto alta e quindi destinata a calare, che possono contare su un provider come noi, già dotato di tutto il know-how e l’expertise per il wireless”, spiega Alessandro Ronchi, uno dei fondatori di Ariadsl.

E alla fine vinsero i piccoli

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