Il Wimax va in convento

Protagonista dell’asta per l’assegnazione delle licenze WiMax è stata Ariadsl, azienda umbra acquista (al 75%)  dall’israeliano Davidi Gilo nel 2007, che ha speso 47,570 milioni di euro (a fronte dei 13,810 spesi da Telecom).
Le licenze acquistate consentiranno ad Ariadsl la creazione di un network nazionale, da nord a sud ed isole, indipendente da quello di telecom.
“Avremo 1200 dipendenti, dagli attuali 30, e una nuova sede a Todi. Voglio una struttura che rispetti i vincoli paesaggistici e l’ambiente”, dice Gilo, che a tal riguardo stà ristrutturando un ex convento in Umbria.
Gilo è convinto che ci siano le premesse affinchè ci sia un ritorno di investimento, il cui piano industriale prevede un esborso di 300 milioni di euro nei prossimi anni; 200 da parte di Gilo e di altri investitori esteri, fra cui la Goldman Sachs, e 100 come prestito da parte di banche italiane.
“Primo: in Italia il 40% del territorio non è raggiunto da Adsl. Il Wimax può essre la tecnologia ideale per portare, senza fili, la banda larga in queste zone. Secondo: la vostra Telecom ha, sulla banda larga, una quota di mercato record in europa (64%, ndr). E’ facile prevedere che diminuirà nei prossimi anni, adeguandosi ai livelli europei. Ci sono margini quindi di crescita per un provider alternativo, che sfrutta tecnologie wireless, indipendente dalla rete di Telecom” afferma Gilo.
L’idea non è soltanto quella di offrire accesso alla rete senza canone Telecom, ma anche garantire nuovi servizi, dalla videosorveglianza, al controllo del traffico e del territorio.

Il Wimax va in convento

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