MEDIASET senza fili.

Il gruppo di Berlusconi è, insieme a Telecom eWind, il probabile destinatario delle frequenze per la rete WiMax. Obiettivo: riaffittarle agli enti locali.

Riserva ancora sorprese la vicenda WiMax, la tecnologia wireless che offrirà entro l’anno servizi evoluti di bandalarga.

Come si è appreso lunedì 4 febbraio, sono pervenute molte offerte per tutte le licenze all’asta. Ma è Mediaset ad avere fatto il maggior numero di offerte valide su tutto il territorio nazionale e non, come ci si sarebbe aspettati, Telecom (che si piazza al secondo posto, seguita da Wind).

La società di Berlusconi si è presentata con la Elettronica Industriale, apprestandosi probabilmente a creare una rete Wi-Max molto ramificata sul territorio nazionale. Per farne cosa? Una ipotesi è che il suo ruolo finisca per intrecciarsi con un progetto di sviluppo del Wi-Max pubblico, da  affidare a regioni e comuni.

Il ministero delle Comunicazioni, infatti, sta per tirare fuori dal cilindro delle frequenze aggiuntive (24 MHz) rese disponibili proprio per le pubbliche amministrazioni per sviluppare servizi innovativi. Frequenze che si affiancano a quelle (pari a 126 MHz) messe al bando nell’asta e destinate alle aziende.

L’asta, che ha raggiunto il valore di 49,8 milioni di euro, potrebbe salire quando, dal 13 febbraio, comincerà la fase dei rilanci. Di lì a pochi giorni le 35 licenze saranno assegnate. Quei 24 MHz aggiuntivi non sono messi all’asta. Il ministero conferma che intende usarli nell’ambito di progetti fatti in accordo con le regioni per creare servizi banda larga alla popolazione.
A tal proposito, la settimana scorsa ministero e Regione Lazio hanno annunciato un accordo per portare entro il2010 la banda larga nel 100 per cento del territorio. Simile progetto è stato avviato, a novembre, con la Regione Emilia-Romagna. Entro febbraio sarà siglato un analogo accordo con la Liguria. In tutti i casi, ci si servirà anche di quei 24
MHz del Wi-Max. Di preciso, a quali scopi? Due, fanno sapere dalla Fondazione Ugo Bordoni (braccio tecnico del ministero). Il primo è creare reti banda larga laddove non arriva la fibra ottica o l’Adsl, quindi per dare accesso Internet a case e imprese. Il secondo è più innovativo: usare il Wi-.Max per creare municipalità wireless. Rendendo cioè la banda larga senza fili disponibile un po’ ovunque sul territorio urbano, per abilitare servizi
innovativi. Non solo accesso Internet a turisti e studenti nelle strade, ma anche reti di video sorveglianza, controllo del traffico, e-government, servizi che permettano di dialogare, via Internet da luoghi pubblici, con la pubblica amminstrazione e con gli ospedali. O anche reti che unifichino le comunicazioni wireless di polizia, ambulanze e vigili del fuoco. Municipalità wireless ci sono già in Italia (10 è Roma), ma poiché il Wi-Max non è ancora disponibile, sono basate su altre tecnologie wireless, meno veloci.Il Comune
di Genova è uno di quelli che avrebbe voluto usare ilWi-Max per fare una sua rete e si è lamentato a fine 2007 perché il ministero non concedeva alle pubbliche amministrazioni
frequenze ad hoc, Quei 24 MHz aggiuntivi dovrebbero placare le proteste. Il ministero, per non entrare in conflitto con i privati che si aggiudicheranno l’asta, fa sapere che intende mare quelle frequenze solo dove nessuna azienda avrà costruito una rete banda larga.
A questo punto, ipotizza la Fondazione Bordoni, Mediaset potrebbe accordarsi con le regioni, appunto per la nascita di municipalità wireless. Già da fine 2008, potrebbe così avere un ruolo nell’ innovazione dei servizi delle pubbliche amministrazioni. Una svolta rispetto al business delle televisioni.

Fonte: L’Espresso

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