Futuro in banda larga

Il WiMax italiano vedrà la luce solo nella seconda metà dell’anno, visto che sono appena arrivati, questa settimana, i primi risultati dell’asta. È già però possibile immaginarne i futuri utilizzi, perché negli altri grandi Paesi europei ci sono offerte disponibili e il WiMax è tuttora adoperato in molti e svariati modi.

Dal viaggio nel WiMax europeo si ricava un dato che forse potrebbe sorprendere: offrire banda larga a case e uffici nel digital divide è l’uso prevalente ma non esclusivo di questa tecnologia. Vi sono operatori, soprattutto nel Regno Unito, che usano il WiMax per dare banda larga di alta qualità ad aziende coperte da Dsl. In altri casi, il WiMax è una pedina centrale di una rete che poi offre accesso WiFi pubblico, in luoghi turistici o persino nei treni. «Nel Regno Unito il WiMax è utilizzato soprattutto per fare concorrenza a servizi Sdsl, rivolti a una clientela business », spiega Helen Nierinck, analista di Analysys, osservatorio di ricerca inglese. «L’Sdsl è poco diffusa da noi, perché è costosa; ilWiMax riesce a offrire le stesse prestazioni, con molta banda simmetrica, a metà prezzo». La banda simmetrica, cioè (Con elevate prestazioni di upload, è una caratteristica molto richiesta dal pubblico aziendale. È quanto offre da dicembre, il provider Urban Wimax, nel cuore di Londra (a partire da Westminster): chiede un centinaio di sterline per una connessione 2/2 Mbps (con il IO per cento di banda garantita e la promessa di un uptime del 99,99 per cento). Bt chiede, per la stessa banda in Sdsl, 200 sterline al mese (però con una banda garantita più alta). Si rivolge sia al pubblico business sia alle famiglie, invece, Pipex Wireless (Tiscali), con un’offerta uscita a dicembre. È disponibile a Milton Keynes, dove non c’è copertura Adsl. Si parte da l/I Mbps, a 60 sterline al mese, per il business, e da 1/0,512 Mbps, a 20 sterline al mese, per il pubblico residenziale. Il servizio coprirà altre città, a partire da Manchester, nel 2008. Milton Keynesè un caso notevole anche perché vi collabora l’ amministrazione pubblica della città. Il provider ha infatti accettato di offrire l’accesso internet a cifre simboliche a studenti e famiglie disagiate. Più economico il provider Now, che ha tariffe da 10-18 sterline al mese, con velocità da 200 a I Mbps, simmetrici. Opera nella zona del Tamigi. Poi c’è Wight Cable, nella zona di  Cowes. Notevole ancheT-Mobile, che usa il WiMaxper fare backhauling: trasporta la banda fino alle rotaie, nel Sud del Regno Unito, per poi offrire accesso internet WiFi nei treni», dice Nierinck. Anche in Francia ilWiMax è usato per fare backhauling al servizio di hot spot WiFi: lo fa Anyport, sulla costa, in località turistiche. Una delle reti europee più ampie è di Dbd: copre alcune delle principali città tedesche (quindi anche in concorrenza all’Adsl), con il marchio MAXXonair. Èun servizio residenziale, dove in 19,99euro almese ci sono 2/2 Mbps (IO euro in più per avereanche illimitate telefonate VoIP). In Vandea e Normandia opera Altitude Telecom, uno dei primi provider WiMax occidentali: è là dove manca l’Adsl e di conseguenza ha tariffe più alte rispetto alla norma del mercato: 39 euro al mese per una velocità di I/I Mbps (più 6 euro al mese per fare telefonate illimitate). «Altitude ha costruito una rete che già segue lo standard WiMaxmobile, 802.I6e>>, spiega Julien Grivolas, analista di Ovum. «Il servizio è da postazione fissa, perché le frequenze licenziate in Europa sono troppo elevate per consentire la mobilità. Usare comunque 1’802.I6e è una buona idea, per due motivi: gli apparati che seguono questo standard costeranno sempre meno (mentre quelli dello standard fisso, 802.16d, ormai vanno verso l’obsolescenza); presto usciranno laptop con chip 802.16e integrati, permettendo quindi all’utente finale di accedere con comodità e direttamente alla rete». Il bando di gara italiano non vieta l’uso dello standard 802.16e, quindi è probabile che i nostri operatori faranno lo stesso ragionamento di Altitude. «C’è poi un operatore, Hdrr, vende all’ingrosso i servizi WiMax,a piccoli operatori locali che poi vi costruiscono sopra i servizi al pubblico: accade nel Nord della Francia», aggiunge Grivolas. È quanto avverrà anche in Italia: soggetti che non sono operatori Tlc gareggiano all’asta perché intendono costruire una rete WiMax da affìttare poi ai provider. In Francia sono anche le pubbliche amministrazioni a commissionare reti WiMax, per servire i cittadini non raggiunti da bandalarga. Avviene per esempio nel dipartimento di SeineMaritime, da gennaio 2008, su rete di Hdrr: sono state coperte 14 mila case in 261 municipalità, con un investimento pubblico di 7,5milioni di euro. Labanda è di 512 Kbps, a 25 euro al mese per un accesso WiFi; 35 euro per uno WiMax. Accadrà lo stesso in Italia: «Abbiamo firmato accordi con l’Emilia Romagna e, la settimana scorsa, con la Regione Lazio per abbattere il digital divide » spiegano al ministero delle Comunicazioni. «Il WiMax sarà una delle tecnologie utilizzabili per costruire l’infrastruttura a banda larga. Lo faremo usando 24 MHz di frequenze WiMax che non sono state messe all’asta. Agiremo solo nelle zone dove nessun operatore ha costruito retiWiMax».

Si conferma insomma una tecnologia flessibile, buona per tanti usi; cosicché anche in Italia, nonostante il lancio ritardato, dovrebbe trovare un proprio ruolo. In teoria da noi sono possibili tutti gli scenari avviati nel resto d’Europa, anche se è improbabile un utilizzo in concorrenza con servizi Dsl; è poi da vedere quante aree di digital divide resteranno a fine anno, visto che qui, nel frattempo, continuano ad avanzare le reti wireless basate su Hiperlan.

Fonte: nova (settimanale sole 24 ore).

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