Il ministero difende la gara per il WiMax

Da Repubblica.it

La gara WiMax va avanti. Se il Tar ha respinto la richiesta di sospensiva immediata del procedimento di assegnazione delle licenze. Per la sentenza definitiva serviranno mesi. Ma questo passaggio vuol comunque dire che il Tar ha valutato che nel dispositivo del bando non c’è rischio di danni e pregiudiziali verso alcuno tipo di soggetti e quindi non c’è ragione di bloccare il tutto. E’ vero che la partita non è chiusa, ma venerdì scorso Agcom e ministero hanno indubbiamente segnato un punto a loro favore. Adesso i tempi procederanno come previsto. Entro lunedì prossimo 3 dicembre i soggetti interessati presenteranno domanda di partecipazione al ministero. Che ne valuterà i titoli e entro la fine delle vacanze di Natale diramerà gli inviti ufficiali a presentare offerte e la data ultima entro cui farlo. Che dovrebbe essere entro fine gennaio. L’assegnazione delle licenze richiederà qualche settimana ma non si andrà oltre la fine di febbraio.
Atmosfera tranquilla, dunque, al ministero delle Comunicazioni. Ma era tranquilla anche prima di venerdì. E il segretario generale Marcello Fiori anche prima della decisione del Tar si diceva sicuro della correttezza del dispositivo, pronto a difenderlo punto per punto.
Quello del WiMax è un nuovo mercato, e come tale, non va regolato ex ante ma ex post, come dettano le normative comunitarie. Ma la mancanza di limiti di accesso non vuol dire che non ci sono regole. Solo che la vigilanza contro il formarsi di posizioni dominanti e di comportamenti anticoncorrenziali avverrà sui comportamenti operativi dei licenziatari: ex post, appunto.
Inoltre al ministero tengono a precisare alcuni punti. Il primo è che non ci sono né ragioni di mercato né motivazioni legislative per escludere operatori, come per esempio l’incumbent Telecom Italia. Non l’hanno fatto da nessuna parte in Europa. E anche in Francia, dove France Telecom non ha partecipato alla gara, ciò è avvenuto non per esclusione legale ma per rinuncia volontaria. E non in quanto incumbent, ma in quanto società controllata dallo Stato. La realizzazione di reti macroregionali WiMax è un impegno da diverse centinaia di milioni, e non si possono escludere in partenza soggetti come le maggiori telecom che hanno in questo settore il loro core business e al tempo stesso le dimensioni per supportare investimenti del genere. Quindi, nessuna preclusione alla partecipazione alla gara per le 14 licenze macroregionali, né verso gli operatori né verso i nuovi entranti. Sulle 21 licenze regionali, invece, c’è maggiore possibilità di ingresso di nuovi soggetti perché sono esplicitamente esclusi Telecom Italia, Vodafone, Wind e H3g. Dei maggiori operatori possono partecipare qui solo Tiscali e Fastweb. E poi in questo caso la minor estensione territoriale delle singole licenze abbassa anche il livello di risorse economiche richieste, favorendo appunto i soggetti più piccoli.
Ultimo punto di contestazione, la supposta esclusione dello standard WiMax 802.16e, quello che consentirebbe la mobilità, che è cioè in grado di gestire la continuità di una connessione al passaggio da una cella all’altra. Qui la spiegazione ministeriale è che il bando non parla di WiMax ma di Broadband Wireless Access: non dà insomma indicazione per una tecnologia specifica, proprio per non stare a distinguere tra 802.16d e 16e. L’unica esclusione – fanno notare – è che le frequenze assegnate non si potranno usare per creare ponti radio, ossia per usi diversi dal fornire accesso Internet agli utenti.
(s.car.)

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