Il Comune di Mantova si mobilita per il WiMAX

Vorrei portare all’attenzione di tutti i lettori del blog il seguente articolo uscito sulla Gazzetta Di Mantova:

“A Mantova basterebbe una sola antenna ben posizionata per raggiungere un raggio di 50 chilometri; altre quattro o cinque arriverebbero a coprire le zone isolate della periferia, scoperte in termini di collegamenti in rete, là dove le grandi compagnie telefoniche non hanno interesse ad investire. A quel punto con un computer e un telefonino, quindi senza collegamento ai cavi della rete telefonica, si potrebbe navigare rapidamente su internet anche là dove non arrivano ancora connessione Adsl, fibra ottica e servizi telematici. Una soluzione ci sarebbe: basterebbe che le amministrazioni pubbliche occupassero le frequenze militari cedute dal ministero della Difesa. Proprio su questo, guidata dai Comuni di Mantova, Genova e Firenze, l’Anci – Associazione nazionale comuni italiani – si è mobilitata.
Un passo indietro. All’inizio dell’anno tra i Ministeri della Difesa e delle Telecomunicazioni c’è stato un accordo per il passaggio di frequenze Wimax, prima appartenenti al comparto militare, e la loro immissione nel mercato. Tramite l’Agcom (l’Autorità garante delle telecomunicazioni) il ministero guidato da Gentiloni ha deciso di assegnare queste frequenze tramite un’asta pubblica, questo a discapito delle pubbliche amministrazioni. Ed è qui che si inserisce l’azione dell’Anci a cui anche l’Unione delle Province Italiane ha dato man forte.
«La decisione del ministero è orientata verso le grandi compagnie telefoniche e non prevede nemmeno una piccola parte della banda riservata alle pubbliche amministrazioni, che invece ne avrebbero un enorme bisogno – spiega l’assessore all’informatizzazione del Comune, Benedetta Graziano – come delegazione Anci ci siamo mossi per chiedere al ministro di utilizzare le grandi potenzialità del Wimax – economicità, grande copertura e qualità – per il bene dei cittadini».
L’Anci non solo chiede l’assegnazione di un pacchetto di frequenze Wimax ai gestori pubblici, che offrono servizi economicamente più accessibili e competitivi, ma ricorda anche che questa azione si inserisce tra gli obiettivi strategici dell’Unione Europea. Il regolamento applicato dal ministero impone il sistema dell’uso con licenza ripartito su base territoriale da attribuire in tre lotti, due ai soggetti possessori di reti e uno ai nuovi arrivati. Ma l’Ue prevede invece un sistema misto ‘open spectrum’ – letteralmente spettro aperto – unione di tre modelli: uso con licenza, uso cedibile sul mercato, uso libero. «A Roma ci siamo confrontati con i dirigenti del ministero delle comunicazioni: sono aperti ad un confronto che coinvolga il ministero degli affari regionali, delle riforme e innovazioni nelle pubbliche amministrazioni – continua la Graziano, che segue da tempo la vicenda e punta a dotare Mantova di antenne WiMax – dopo aver sentito il parere di Agcom chiediamo un intervento politico che coinvolga in questa assegnazione gli enti pubblici. Da parte del governo serve un gesto concreto per recuperare i rapporti parzialmente deteriorati con l’Anci: questa può essere l’occasione per un riavvicinamento».”

Articolo interessante secondo me, è di sicuro un buon inizio per far cambiare le cose, insieme alla petizione per il WiMAX Libero.

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