Un passo indietro per capire il WiMAX Italiano

Sono stato un appassionato lettore della rivista tecnologica Internet.pro che prima fu Internet News, entrambe della casa editrice Tecniche nuove.

Sfogliando in questi giorni il numero 2 del Marzo 2005 di Internet.pro alla ricerca di informazioni sul WiMAX ho trovato un interessantissimo articolo di Alessandro Longo dal titolo “Perchè l’Italia rischia di abortire il WiMAX”, dove Andrea Ragone docente presso il Politecnico di Milano descrive la situazione del WiMAX italiano all’inzio del 2005.
Ho trovato questo articolo davvero esauriente riguardo le iniziali problematiche del WiMAX italiano.
Non sono riescito a trovarlo in forma di testo sul web e quindi voglio però riportarlo passo passo sul nostro blog, sperando che la cosa non crei troppo disturbo all’autore:

Perchè l’Italia rischia di abortire il WiMAX

L’Italia si troverà esclusa dalla rivoluzione WiMAX, se le leggi non dovessero cambiare. Al momento, infatti, WiMAX da noi sarebbe illegale: secondo il decreto Wi-Fi del 2003, infatti, questi servizi sono permessi soltando in zone circoscritte. Il che corrispondente aelle specifiche del Wi-Fi, ma non a quelle del WiMAX, che nasce appunto per rompere le barriere geografiche e per funzionare su vasto raggio. C’è per ora qualche vaga speranza che il Governo adatti le leggi per fare posto al progresso del Wireless. Sul finire del 2004 WiMAX, che nasce appunto per rompere le barriere geografiche e per funzionare su vasto raggio. C’è per ora qualche vaga speranza che il Governo adatti le leggi per fare posto al progresso del Wireless. Sul finire del 2004 , il ministro delle Telecomunicazioni Gasparri ha promesso di rivedere il decreto Wi-Fi per corrergene alcuni limiti e clausole obsolete. Si teme però che l’Italia adeguerà le leggi solo in ritardo rispetto al resto dell’Europa, come accaduto con il Wi-Fi.
Con il WiMAX, però, si corrono rischi maggiori a fare i ritardatari. E’ una tecnologia che potrebbe stravolgere il mercato dell’accesso a internet in banda larga, sia mobile che fissa. Gli utenti e l’industria in questo caso pagherebbero caro un ritardo competitivo dell’Italia, maturato a causa di leggi obsolete.
Ciononostante, alcuni operatori Italiani sembrano molto interessatial WiMAX e sono alla finestra, nell’attesa di leggi migliori: << Lo sentiamo alle porte e siamo pronti a scommetterci>>, ha detto Riccardo Iacobone, amministratore delegato di Misco.
<<Sarà la soluzione a moltissimi problemi e saremmo certo tra i primi ad implementarlo, come tecnologia sugli hot-spot, quando ci saranno gli estremi per farlo>>. Il che non richiederà grossi investimenti: <<Misco ha investito molto sulla parte back end degli hot spot. Riteniamo che non ci siano problemi ad implementare WiMAX conservando la stessa piattaforma lato server>>.
Al momento, però, in Italia la situazione è confusa e infatti nessun operatore si è ancora sbilanciato a favore del WiMAX. Non a caso, non c’è Telecom Italia tra i provider europei che hanno cominciato a stringere accordi con produttori e vendor, per il WiMAX; ma ci sono British Telecom, France Telecom, Deutsche Telekom e Iberbanda.
Non solo: <<Oltre all’incognita delle leggi, in Italia c’è un altro problema che potrebbe frenare il WiMAX. Anche questo è “istituzionale”>>, dice Andrea Rangone, del Mip. << Il Ministero della Difesa è riluttante a liberare lo spettro da 3,5 Ghz, che sono frequenze considerate ottimali per il WiMAX.
Ma forse con un pò di fatica, lo si riuscirà a convincere…Le aziende sono ottimiste, al riguardo. Un pò meno per quanto riguarda la disponbilità di Gasparri ad aprire le porte delle leggi al WiMAX>>.
All’opposto, negli USA, si fanno ponti d’oro al WiMAX: l’Fcc (Federal communication commission) ha liberato a questo scopo le frequenze degli 1.7 Ghz, prima destinate a servizi governativi. Si noti che le basse frequenze sono preziose, poichè assicurano maggiore portata del servizio. Non solo l’Fcc preme anche per destinare al WiMAX le bande Vhf e Uhf, usate dalla televisione analogica, che sta cadendo i disuso (sostituita dal digitale terrestre). Tra due o tre anni si trasmetteranno dati sui vecchi canali televisivi, negli USA.
Il WiMAX su Uhf/Vhf avrebbe vantaggi notevoli, in termini di copertura (fino a centinaia di chilometri, con sengale che riesce molto bene a passare attraverso gli edifici) e di prezzo (i trasmettitori e ricevitori Uhf/Vhf sono molto economici).

Questo articolo è stato tratto da Internet.pro Numero 2 del Marzo 2005 di Alessandro Longo

4 Comments

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.