WiMAX, se una gara può bastare…

Riprendendo il discorso delle prossime gare per l’assegnazione del primo lotto di frequenze WiMAX nazionali, le indicazioni fornite dall’AgCom, sfociate nel regolamento tanto atteso dal Ministero delle Comunicazioni, sono state riprese a gran voce da molti media, sebbene il testo integrale di detto regolamento non sia stato ancora effettivamente reso noto. Tralasciando discorsi già affrontati sulla validità della scelta, gli scopi unicamente commerciali, la probabile penalizzazione dei partecipanti più “deboli”, ecc…, fatta eccezione per alcuni illuminati casi, sembra sia stata promossa a pieni voti la scelta della formula con gara a rilancio, ossia la tipologia di vendita più simile a quanto dai più conosciuto sul tema: la possibilità di aggiudicare al miglior offerente, con offerte al rilancio quindi alla cifra più alta possibile, il bene alienato.
Tale regolamentazione “tecnica” è stata oggetto di particolare plauso da parte di molti – tecnici e non, addetti ai lavori e non, economisti e non – certi che ciò possa dare maggior sicurezza di competizione, di libero mercato, di selezione ottimale, proprio laddove sia auspicabile il maggior rigore possibile nel rispetto della preziosa, quindi costosa, mercanzia in vendita.
Calcolato realisticamente da altri quale potrebbe essere la capienza di operatori che la prima fetta di spettro WiMAX potrebbe ospitare, attorno a 6 o 7 per poter ottenere una copertura ed un servizio decente a prescindere dalle zone, vi sono pochi elementi per azzardare una predizione sul numero di partecipanti alla gara; certo è, che quanto trapelato sul regolamento ha probabilmente spento gli entusiasmi di alcuni, magari fiduciosi sul fatto che con investimenti ragionevoli si potesse portare a casa una altrettanto ragionevole possibilità di crescita per la propria attività; i paragoni fatti con le cifre, al tempo gonfiate a dismisura, per le aste UMTS, pare non sarebbero poi così azzardati. E allora, viene da pensare che forse, con un esiguo numero di partecipanti, già il successo dello schema con rilancio potrebbe non essere poi così marcato; le porzioni a disposizione basterebbero per i più, se non per tutti, ed il bene pubblico, oltre ad essere venduto e penalizzato, subirebbe pure l’onta della svalutazione o peggio della svendita…

Curioso, tanto per cercar un paragone od un aneddoto, quanto sia avvenuto nel secolo scorso negli USA; nel 1994 si è praticamente definitivamente passati dal sistema pubblico “a sorteggio”, utilizzato fino ad allora anche per aggiudicare beni pubblici in concessione, a quello con “gara al rilancio”, cui gli studi di economisti e sociologhi di fama davano più potenzialità, intesa nel senso della maggior garanzia di massima valutazione della merce; per i motivi già riportati sopra.
Il mercato diede inizialmente ragione alle teorie allora elaborate, ed il nuovo metodo portò molti più soldi nelle casse della Nazione, utilizzandolo nelle gare via, via svolte a partire da tali date. Sempre curioso come, nella gara sulla telefonia del 1997 (concessioni di licenze), il fronte ascendente dell’introito relativo al metodo descritto subì un arresto clamoroso: lo Stato ottenne unicamente l’1% di quanto aveva preventivato ! Cosa era successo ?… banalmente, vi erano diverse frequenze da aggiudicare e se i partecipanti avessero combattuto fra di loro per ognuna di esse, sicuramente la regola avrebbe funzionato e le valutazioni sarebbero salite; ma i partecipanti avevano trovato un modo semplice ed ingegnoso per comunicare: bastava utilizzare le ultime tre cifre dell’offerta pubblicamente sottoscritta per far capire agli altri concorrenti quale sarebbe stata la frequenza di interesse e, senza avere avuto alcun contatto diretto, evitare di pestarsi i piedi per il bene collettivo (di pochi). Ecco così che invece di 2.000.000 $ si rilanciava a 2.000.398 $, dichiarando così che i 398 Mhz erano quelli interessati…

Sicuri che il mercato, in quanto tale, paghi sempre (e bene) ?
Basterà una semplice gara a garantire la democrazia nel mercato ?

Meditare…

A.Rodriguez [www.wimaxlibero.org]

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